Psicologo e Psicoterapeuta a Verona – Dott.ssa Sabina Dilillo – Benessere e Crescita Personale
La Dott.ssa Sabina Dilillo, psicologa e psicoterapeuta, riceve nel suo studio a Verona creando uno spazio di ascolto e dialogo per chi affronta difficoltà emotive, relazionali o desidera ritrovare equilibrio e serenità interiore. L’approccio integrato valorizza la singolarità di ogni persona, attraverso percorsi terapeutici fondati su metodologie validate dalla ricerca clinica.
Terapia sensorymotor: l'approccio che guarisce il trauma partendo dal corpo
Per decenni, la psicoterapia si è concentrata prevalentemente sulla parola, sul racconto dell’evento e sulla comprensione cognitiva del problema. Tuttavia, esperienze come il trauma, lo stress cronico e le ferite dell’attaccamento non risiedono solo nella nostra memoria narrativa; sono letteralmente immagazzinate nel corpo e nel sistema nervoso. Si manifestano come tensione cronica, iper-vigilanza, intorpidimento o reazioni emotive sproporzionate che la sola logica non riesce a placare.
La terapia sensomotoria (Sensorimotor Psychotherapy) è un approccio innovativo e integrato che riconosce questa verità fondamentale: per guarire completamente, dobbiamo coinvolgere il corpo. Sviluppata da Pat Ogden e dai suoi colleghi, questa metodologia integra i principi della psicoterapia tradizionale (come le relazioni oggettuali e la teoria dell’attaccamento) con una profonda comprensione della neurobiologia del trauma e della saggezza del corpo.
Esploriamo in dettaglio cosa sia la Terapia Sensomotoria, perché sia fondamentale per l’elaborazione del trauma e come l’approccio “bottom-up” – dal corpo alla mente – offra una via di guarigione unica e potente per liberare il corpo dall’energia bloccata del passato.

Il fondamento teorico: il trauma non è solo una storia
La natura del trauma non elaborato
Quando si vive un evento traumatico (sia un singolo evento grave, il “Grande T”, sia una serie di esperienze stressanti, il “piccolo t”, come l’abbandono o l’umiliazione cronica), il cervello e il corpo attivano meccanismi di sopravvivenza. Il problema sorge quando il corpo non riesce a completare l’azione di difesa (lotta o fuga) e l’energia mobilizzata per la sopravvivenza rimane intrappolata nel sistema nervoso.
La mente cosciente può razionalizzare l’evento, ma il sistema limbico (il cervello emotivo) e il tronco encefalico (il cervello rettiliano) continuano a comportarsi come se il pericolo fosse attuale. Il corpo rimane in uno stato di iper-attivazione (ansia, attacchi di panico, rabbia esplosiva) o di ipo-attivazione (dissociazione, intorpidimento, depressione).
Il deficit del "top-down" e la necessità del "bottom-up"
Le terapie tradizionali sono prevalentemente “top-down” (dalla mente al corpo). Cercano di cambiare il comportamento o le emozioni attraverso la comprensione razionale e la narrazione. Questo è spesso insufficiente per il trauma, perché le reazioni traumatiche sono codificate a un livello più primitivo, subcorticale, al di sotto della soglia della coscienza verbale.
La terapia sensomotoria introduce l’approccio “bottom-up” (dal corpo alla mente). Intervenendo direttamente sulle sensazioni fisiche (somatiche), sulla postura e sui movimenti, si accede al linguaggio del sistema nervoso, permettendo di sciogliere la tensione e di rielaborare l’esperienza a un livello più profondo, dove le parole non possono arrivare.
I meccanismi della terapia sensomotoria in seduta
Il processo sensomotorio non richiede esercizi fisici intensi, ma un’attenzione meticolosa e guidata al presente corporeo. Il terapeuta invita costantemente il paziente a diventare un “osservatore” delle proprie sensazioni.
Il tracciamento somatico (somatic tracking)
La tecnica fondamentale della terapia sensomotoria è il tracciamento somatico (somatic tracking). Invece di incoraggiare il paziente a raccontare l’evento traumatico per intero (rischiando la ritraumatizzazione), il terapeuta lo invita a notare i segnali corporei che accompagnano il racconto o che emergono spontaneamente.
Ad esempio, se un paziente che parla di un conflitto sente un’improvvisa tensione alle spalle o un nodo alla gola, il terapeuta lo interrompe e lo invita a concentrarsi solo su quella sensazione: “Cosa noti mentre ti concentri su quella tensione? Cosa vorrebbe fare quella tensione?”
L’attenzione intenzionale e non giudicante sul sintomo corporeo impedisce la dissociazione e permette di sentire e processare l’energia bloccata in modo sicuro. La sensazione, una volta pienamente sentita e onorata, spesso cambia o si risolve.
L'azione inibita e il completamento motorio
La Sensorimotor Psychotherapy si concentra sulle azioni inibite – i movimenti che il corpo voleva compiere al momento del trauma ma che sono stati bloccati. In molti casi, il trauma si risolve quando il corpo riesce finalmente a portare a termine, in un ambiente sicuro e controllato, l’azione difensiva che non ha potuto completare.
Esempio: Una persona che ha subito un’aggressione e ha provato un’impulso irrefrenabile di scappare, ma è rimasta paralizzata, può essere invitata in seduta, in piedi, a compiere molto lentamente e consapevolmente dei movimenti di “fuga” o a “spingere via” l’aggressore immaginario con le braccia.
Risultato: Non è un gioco di ruolo, ma un ripristino neurologico. Il terapeuta aiuta il corpo a percepire un esito diverso e funzionale all’azione bloccata. Questo invia un segnale al cervello che l’evento è finito e che l’energia bloccata può essere scaricata. Il corpo sperimenta il senso di competenza e sicurezza che mancava al momento del trauma.
La finestra di tolleranza
Un obiettivo primario è quello di espandere la finestra di tolleranza, un concetto chiave nella terapia del trauma. Questa finestra rappresenta lo stato ottimale di attivazione fisiologica in cui possiamo funzionare in modo efficace: siamo calmi, connessi e capaci di pensare razionalmente e sentire le emozioni.
Iper-attivazione (Over-arousal): Quando lo stress ci porta “fuori dalla finestra” nella direzione dell’ansia, della rabbia, o del panico.
Ipo-attivazione (Under-arousal): Quando lo stress ci spinge verso l’intorpidimento, la dissociazione o la depressione.
Il terapeuta sensomotorio è costantemente attento ai segnali di attivazione del paziente e utilizza le tecniche di grounding (come il contatto dei piedi con il pavimento o il dondolio consapevole) per riportare il paziente delicatamente all’interno della finestra, permettendo l’elaborazione senza che il sistema venga sopraffatto.
A chi è rivolta la terapia sensomotoria e i suoi benefici
La Terapia Sensomotoria è un approccio altamente versatile e integrativo, particolarmente indicato quando le terapie solo verbali si rivelano inefficaci perché i sintomi sono troppo radicati nel corpo.
Indicazioni cliniche specifiche
Trauma Semplice e Complesso: È estremamente efficace per il Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS) derivante da un singolo evento (es. incidenti) e, in particolare, per il Trauma Complesso (CPTSD), derivante da traumi relazionali cronici nell’infanzia (abbandono, abuso, incuria). Il CPTSD è spesso caratterizzato da risposte corporee automatiche difficili da disinnescare solo con il dialogo.
Dissociazione: Pazienti che si sentono spesso “scollegati” dal proprio corpo o dalle proprie emozioni (dissociazione) beneficiano enormemente dell’enfasi sul tracciamento somatico che li aiuta a ricollegarsi al presente corporeo in modo sicuro.
Disturbi di Attaccamento: Agisce sulle memorie implicite dell’attaccamento disorganizzato o evitante, che non sono immagazzinate come narrazioni, ma come schemi di movimento e postura. Il lavoro sul corpo aiuta a creare nuove “memorie” somatiche di sicurezza e radicamento.
Somatizzazione e Dolore Cronico: Per chi esperisce ansia o stress attraverso sintomi fisici (dolori, rigidità, IBS), la terapia sensomotoria fornisce la chiave per comprendere il significato emotivo di questi sintomi e per rilasciare la tensione che li alimenta.
I vantaggi unici della metodologia
Sicurezza e Bassa Ritraumatizzazione: A differenza di approcci che potrebbero richiedere la riesposizione prolungata e dettagliata all’evento traumatico, la terapia sensomotoria lavora con piccole “dosi” di attivazione corporea, mantenendo il paziente nella finestra di tolleranza e riducendo il rischio di sentirsi sopraffatti.
Integrazione Mente-Corpo: Il terapeuta aiuta il paziente a connettere le sensazioni corporee con il significato emotivo e cognitivo. Il “sentire” fisico viene integrato con il “capire” mentale, portando a una risoluzione che è sia emotiva che somatica.
Sviluppo di Risorse Interne: Gran parte del lavoro è volto a identificare e rafforzare le risorse somatiche interne del paziente – il senso di forza, di stabilità, di radicamento – che possono essere attivate per modulare l’attivazione quando si sente sopraffatto.
Liberare il corpo per liberare la mente
La terapia sensomotoria rappresenta un’evoluzione fondamentale nel trattamento del trauma e dei disturbi legati allo stress, riconoscendo che la guarigione completa richiede un dialogo diretto con il corpo. Sebbene le storie che raccontiamo di noi stessi siano importanti, sono le storie che il nostro corpo racconta, attraverso la tensione e la postura, a trattenere la chiave del nostro passato non risolto.
Se hai intrapreso percorsi terapeutici verbali senza risultati pieni per stress cronico, ansia, o sensazioni di distacco inspiegabili, l’approccio sensomotorio potrebbe offrirti l’anello mancante. Affidarsi a uno psicoterapeuta specificamente formato in Sensorimotor Psychotherapy è il passo cruciale per iniziare questo viaggio di scoperta, imparando a trasformare i messaggi di paura del tuo corpo in un senso rinnovato di sicurezza e radicamento nel presente.