Depressione post partum: psicologa a Verona, come distinguerla dal baby blues
Se dopo il parto ti senti triste, svuotata, in colpa, se piangi senza motivo o non provi quello che “dovresti” provare per il tuo bambino, prima di tutto: non sei sola e non sei una cattiva madre. Nei primi giorni può essere il baby blues, che passa da solo; se dura settimane e peggiora, può essere una depressione post partum, che si affronta e si supera con un aiuto adeguato. Sono la Dott.ssa Sabina Dilillo, psicologa e psicoterapeuta: ricevo nel mio studio a Verona, in Via Giovanni da Verrazzano 3 (quartiere Navigatori), e online. In questa pagina spiego come distinguere le due cose, cosa fare e come lavoro.
Baby blues: cos’è e quanto dura
Il baby blues riguarda la maggior parte delle neomamme. Compare nei primi giorni dopo il parto, di solito tra il terzo e il quinto, e si manifesta con sbalzi d’umore, pianto facile, irritabilità, ansia, difficoltà a dormire anche quando il bambino dorme. È legato al crollo ormonale, alla stanchezza e all’impatto di una vita che cambia tutta insieme. Non è una malattia: nella grande maggioranza dei casi si attenua da solo entro due settimane, con riposo, sostegno pratico e qualcuno con cui parlare.
Quando diventa depressione post partum
Si parla di depressione post partum quando i sintomi non passano dopo due settimane, oppure peggiorano, oppure compaiono più avanti, anche mesi dopo il parto. Riguarda circa una madre su dieci ed è una condizione clinica, non una debolezza. I segnali:
- Umore basso, vuoto o disperazione per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno
- Perdita di interesse e di piacere, anche nelle cose che prima piacevano
- Senso di colpa e di inadeguatezza come madre, sensazione di aver sbagliato tutto
- Ansia intensa per la salute del bambino, oppure distacco, fatica a sentirlo “tuo”
- Insonnia che non dipende dal bambino, o sonno eccessivo; appetito che cambia
- Irritabilità, rabbia, pianto frequente
- Difficoltà a concentrarsi e a prendere decisioni
- Pensieri di non farcela, di sparire, di farsi del male: in questo caso chiedi aiuto subito
Depressione post partum tardiva
Non sempre arriva nelle prime settimane. Può comparire dopo tre, sei, anche dodici mesi, spesso in coincidenza con lo svezzamento, il rientro al lavoro, la fine del sostegno familiare o un secondo figlio. Chi la vive tende a non riconoscerla proprio perché “è passato tanto tempo”: se i sintomi descritti sopra compaiono nel primo anno di vita del bambino, valgono le stesse considerazioni.
Anche i padri
La depressione post partum riguarda anche gli uomini: circa un padre su dieci attraversa un periodo di umore basso, irritabilità, ritiro, uso di alcol o lavoro come rifugio, nei mesi successivi alla nascita. Se ne parla poco e si chiede aiuto ancora meno. Nel mio studio accolgo anche i padri, da soli o in coppia.
Perché succede
Non esiste una causa unica. Contano il cambiamento ormonale, la privazione di sonno, una storia di ansia o depressione, un parto difficile o traumatico, un bambino con problemi di salute, la mancanza di sostegno pratico, difficoltà nella coppia, aspettative irrealistiche sulla maternità. Nessuno di questi fattori è una colpa: sono condizioni, e le condizioni si possono cambiare.
Cosa fare subito
- Dillo a qualcuno: al partner, a un’amica, all’ostetrica, al pediatra, al medico di base. Nominare ciò che senti è già un passo.
- Chiedi aiuto pratico: dormire qualche ora di fila, mangiare, uscire mezz’ora da sola cambia più di quanto sembri.
- Non aspettare che passi da solo se sono trascorse due settimane: prima si interviene, più breve è il percorso.
- Se hai pensieri di farti del male o di fare del male al bambino, contatta subito il medico, il 112 o il pronto soccorso: sono situazioni che si trattano, e chiedere aiuto è la cosa giusta.
Come lavoro sulla depressione post partum a Verona
- Primo colloquio. Capiamo insieme se si tratta di baby blues, di depressione post partum, di ansia o di un esaurimento da stanchezza, e da dove partire. Puoi venire con il bambino.
- Psicoterapia. Con la psicoterapia cognitivo-comportamentale lavoriamo sui pensieri di colpa e di inadeguatezza, sul rapporto con il bambino, sul recupero di spazi e piaceri, sul sonno. Quando il parto è stato vissuto come traumatico, integro la formazione EMDR e la Psicoterapia Sensomotoria.
- La coppia. La nascita cambia gli equilibri: alcune sedute di coppia aiutano a ridistribuire i carichi e a ritrovarsi. Ne parlo nelle pagine da coppia a genitori e sostegno alla genitorialità.
- La rete. Se i sintomi sono intensi propongo una valutazione psichiatrica: esistono farmaci compatibili con l’allattamento, e la prescrizione spetta al medico. Collaboro con il medico di base, il consultorio e i colleghi del territorio.
Quanto dura e quanto costa
Un colloquio costa 80 €, una seduta di coppia 120 €, in studio o online; le prestazioni sono esenti IVA e detraibili al 19% come spese sanitarie. Un percorso per la depressione post partum dura in genere alcuni mesi, con sedute settimanali all’inizio; le sedute online sono spesso la soluzione più praticabile con un neonato in casa.
Domande frequenti
Quanto dura il baby blues?
Di norma si attenua da solo entro due settimane dal parto. Se dopo due settimane i sintomi sono ancora presenti o peggiorano, è il momento di parlarne con un professionista.
Quanto dura la depressione post partum?
Senza trattamento può durare molti mesi; con un percorso adeguato la maggior parte delle donne migliora in modo significativo nell’arco di alcuni mesi. Prima si interviene, più breve è il percorso.
Esiste un test per la depressione post partum?
Esistono questionari di screening, come la scala di Edimburgo, usati da ostetriche e pediatri. Aiutano a orientarsi, ma la valutazione la fa un professionista nel colloquio.
Si cura senza farmaci?
Nelle forme lievi e moderate la psicoterapia è spesso sufficiente. Nelle forme più intense può essere utile affiancare una terapia farmacologica, prescritta dal medico e compatibile con l’allattamento quando serve.
Può venire anche a un padre?
Sì. La depressione post partum paterna esiste e si manifesta spesso con irritabilità, ritiro e rifugio nel lavoro o nell’alcol. Anche per i padri il percorso è lo stesso.
Posso venire con il bambino?
Sì, in studio o online. Nessuno si aspetta che una neomamma lasci il bambino per venire in terapia.
Se dopo il parto non ti riconosci più, prenota un primo colloquio nel mio studio a Verona o online. Il percorso per la depressione in generale è descritto nella pagina psicologa per la depressione a Verona.