Come scegliere uno psicologo
Per scegliere uno psicologo conviene partire da tre verifiche: l’iscrizione all’Albo degli Psicologi, consultabile gratuitamente online sul sito del CNOP; l’approccio terapeutico utilizzato e la chiarezza con cui viene spiegato; la sensazione provata durante il primo colloquio, che è a tutti gli effetti un incontro di valutazione reciproca. Sono la Dott.ssa Sabina Dilillo, psicologa e psicoterapeuta: in questa guida spiego come orientarsi, passo per passo.
Verificare l’iscrizione all’Albo degli Psicologi
In Italia “psicologo” è un titolo protetto: può usarlo solo chi ha una laurea magistrale in Psicologia, ha superato l’Esame di Stato ed è iscritto all’Albo. Figure non iscritte, come counselor o coach, non possono effettuare interventi psicologici.
La verifica richiede pochi minuti: sul sito del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi è disponibile l’Albo unico nazionale, dove si cerca il professionista per nome e cognome. Dalla scheda risultano l’iscrizione, la regione di appartenenza e l’eventuale annotazione come psicoterapeuta.
Per quanto mi riguarda, sono iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Veneto, con abilitazione alla psicoterapia. Ritengo giusto che chi mi contatta possa controllare questi dati in autonomia, prima ancora del primo appuntamento.
Capire l’approccio terapeutico
Ogni psicoterapeuta lavora secondo un orientamento, cioè un modo di leggere la sofferenza e di intervenire. Conoscerne le linee essenziali aiuta a farsi un’idea di cosa aspettarsi in seduta.
- Cognitivo-comportamentale (CBT): lavora sul legame tra pensieri, emozioni e comportamenti, con strumenti concreti e attenzione al presente.
- Psicodinamico: esplora la storia personale e i modi di stare in relazione appresi nel tempo, per capire come influenzano le difficoltà attuali.
- Sistemico-relazionale: guarda alla persona dentro le sue relazioni, in particolare quelle familiari e di coppia.
- EMDR: un metodo strutturato per l’elaborazione di ricordi traumatici o molto dolorosi.
La ricerca non indica un orientamento superiore agli altri in assoluto: conta che l’approccio sia dichiarato e che il professionista sappia spiegarlo con parole semplici. Nel mio lavoro utilizzo un approccio cognitivo-comportamentale integrato, con formazione EMDR e in Psicoterapia Sensomotoria; nella pagina dedicata descrivo come lavoro nel mio studio e online.
Il primo colloquio come test reciproco
Il primo colloquio non impegna a proseguire. Serve al professionista per comprendere la richiesta, ma serve altrettanto a chi arriva in studio per rispondere a una domanda semplice: mi sono sentito ascoltato?
Questa domanda non è secondaria. Decenni di ricerca sulla psicoterapia, riassunti in ampie meta-analisi, indicano che la qualità della relazione tra paziente e terapeuta — la cosiddetta alleanza terapeutica — è uno dei fattori che più incidono sull’esito del percorso, a prescindere dall’orientamento utilizzato.
Nel primo incontro è legittimo fare domande sulla formazione, sul metodo di lavoro, sulla frequenza degli incontri. È normale anche chiedere in anticipo il costo delle sedute: un onorario comunicato con trasparenza fa parte della correttezza professionale. Ricevere risposte chiare e senza fastidio è un buon segnale: la fiducia si costruisce anche così.
Se il colloquio si svolge online, valgono gli stessi criteri: puntualità, riservatezza dello strumento utilizzato e spazio per le domande.
I segnali di un buon percorso
Alcuni segnali concreti che aiutano a orientarsi, soprattutto nei primi mesi:
- gli obiettivi del lavoro sono stati definiti insieme e si possono rimettere in discussione;
- ci si sente liberi di dire anche le cose scomode, comprese le perplessità sulla terapia stessa;
- il professionista spiega cosa sta facendo e perché, senza tecnicismi inutili;
- nella vita quotidiana compaiono piccoli cambiamenti: una reazione diversa, una scelta rimandata da tempo;
- il setting è chiaro fin dall’inizio: orari, costi, regole sulle disdette.
Un percorso utile non coincide con sedute sempre piacevoli: alcuni passaggi possono essere faticosi. La differenza la fa il sentirsi accompagnati anche in quei momenti.
Quando cambiare professionista
Cambiare psicologo è legittimo e non è un fallimento, né proprio né del professionista. A volte, semplicemente, l’incontro tra due persone non funziona.
Vale la pena porsi la domanda quando, dopo un periodo ragionevole, la fiducia non si è costruita; quando ci si sente giudicati; quando gli obiettivi non sono mai stati chiariti; o quando vengono fatte promesse di guarigione certa, che nessun professionista può fare in modo onesto.
Prima di interrompere, il mio consiglio è di parlarne in seduta: nominare la difficoltà è già un lavoro terapeutico e permette, se lo si desidera, un invio ad altro collega. La decisione finale, in ogni caso, spetta sempre alla persona. Per capire a quale figura rivolgersi può essere utile anche la mia guida sulla differenza tra psicologo e psicoterapeuta.
Domande frequenti
Meglio rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta?
Dipende dalla natura della difficoltà. Lo psicologo si occupa di valutazione, sostegno e prevenzione; lo psicoterapeuta ha una specializzazione post-laurea di almeno quattro anni che lo abilita al trattamento dei disturbi psicologici. Se non si è sicuri, se ne può parlare al primo colloquio: è compito del professionista orientare la persona, anche indirizzandola altrove se necessario.
Quante sedute servono per capire se il percorso funziona?
Non esiste un numero valido per tutti. Nei primi incontri si definiscono insieme gli obiettivi, e già in questa fase si può percepire se ci si sente ascoltati e compresi. La durata complessiva dipende dalla persona e dagli obiettivi concordati; i dubbi sull’andamento del percorso si possono sempre portare in seduta.
Posso verificare i titoli di uno psicologo?
Sì. L’Albo unico nazionale, consultabile sul sito del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (psy.it), permette di cercare qualunque professionista per nome e cognome e di controllare iscrizione, regione e abilitazione alla psicoterapia. Anche gli Ordini regionali pubblicano gli elenchi dei propri iscritti. La verifica è gratuita e richiede pochi minuti.
Per un primo colloquio, in studio o online, puoi utilizzare la pagina dei contatti o chiamare il 371 388 6574.