Il Ruolo del Papà: Perché è Così Importante e Così Dimenticato
Il padre è una figura fondamentale fin dai primi istanti di vita del bambino, eppure il nostro sistema culturale e sanitario continua a marginalizzarlo. La ricerca psicologica dimostra che il coinvolgimento paterno precoce migliora lo sviluppo emotivo del bambino, la qualità della relazione di coppia e riduce il rischio di depressione post-partum nella madre. Nel mio studio a Verona lavoro con entrambi i genitori perché diventare famiglia è un percorso a due.
Un ruolo prezioso ma spesso invisibile
Nella narrazione sociale della nascita, il padre compare raramente come protagonista. I corsi preparto sono pensati prevalentemente per le madri. I congedi parentali in Italia restano tra i più bassi d’Europa. Le visite pediatriche si rivolgono quasi esclusivamente alla mamma. Il messaggio implicito è chiaro: il padre è un accompagnatore, non un attore principale.
Eppure molti padri vivono la transizione alla genitorialità con emozioni intense: entusiasmo, ma anche paura, senso di inadeguatezza, solitudine. Questi vissuti raramente trovano uno spazio di espressione, perché “gli uomini non ne parlano” e perché i servizi territoriali non sono attrezzati per accoglierli.
Cosa dice la ricerca
Gli studi sulla prima infanzia hanno dimostrato che i bambini con padri emotivamente coinvolti sviluppano migliori competenze sociali, maggiore sicurezza nell’attaccamento e una più solida regolazione emotiva. Il coinvolgimento paterno non riguarda solo “dare una mano” con i pannolini — significa presenza emotiva, contatto fisico, gioco, comunicazione verbale e non verbale fin dalle prime settimane.
La ricerca mostra anche che quando il padre è attivamente coinvolto, la madre sperimenta meno stress genitoriale e minore rischio di depressione post-partum. E la coppia ne beneficia: le coppie in cui entrambi i genitori si sentono parte attiva del progetto familiare mantengono una maggiore soddisfazione relazionale.
Le paure dei neopadri
Nel mio lavoro a Verona con le coppie in transizione alla genitorialità, le paure che i padri esprimono più frequentemente sono:
- “Non so cosa fare con un neonato” — la sensazione di incompetenza pratica
- “Mi sento escluso dal rapporto madre-bambino” — specialmente durante l’allattamento
- “Ho paura di non essere un buon padre” — il confronto con il proprio padre
- “La nostra relazione sta cambiando e mi spaventa” — la percezione di distanza dalla partner
- “Non mi riconosco più” — la perdita temporanea di identità personale
Queste paure sono normali, legittime e condivise da moltissimi uomini. Il problema non è provarle, ma non avere un luogo in cui esprimerle.
Come il percorso di sostegno alla genitorialità include il padre
Nel percorso di sostegno alla genitorialità che offro a Verona, il padre non è un ospite ma un co-protagonista. Il lavoro include sedute individuali e di coppia in cui esploriamo i vissuti di entrambi i genitori, le aspettative reciproche, le difficoltà pratiche e le risorse personali. Come psicoterapeuta e sessuologa clinica, posso affrontare anche le dimensioni dell’intimità e della relazione di coppia che spesso vengono trascurate nei percorsi tradizionali.
Se desideri un supporto per vivere la paternità con maggiore consapevolezza, o se come coppia sentite il bisogno di trovare un nuovo equilibrio, potete prenotare un primo colloquio.