Gestione delle emozioni a Verona

La Dott.ssa Sabina Dilillo è psicologa e psicoterapeuta a Verona, con formazione EMDR e Psicoterapia Sensomotoria e approccio cognitivo-comportamentale integrato. Accompagna adulti e coppie che faticano a riconoscere, tollerare e regolare rabbia, ansia, tristezza, vergogna e senso di colpa. Il lavoro sulla regolazione emotiva integra strumenti cognitivi e corporei. Riceve in Via Giovanni da Verrazzano 3, Verona (quartiere Navigatori), e online.

Che cosa significa davvero “gestire le emozioni”

Chi mi scrive per una difficoltà con le emozioni usa spesso la stessa parola: controllo. “Vorrei controllare la rabbia”, “vorrei smettere di sentire l’ansia”. È comprensibile, ma preferisco dirlo con onestà: le emozioni non si controllano a comando, e sopprimerle raramente funziona a lungo. Ciò che viene spinto via tende a ripresentarsi altrove — nel corpo, nel sonno, nell’irritabilità verso chi ci sta vicino.

In psicologia si parla piuttosto di regolazione emotiva: una capacità diversa, che è possibile allenare. Significa quattro cose.

  • Riconoscere ciò che accade mentre accade, non dopo aver alzato la voce o essersi chiusi in silenzio.
  • Dare un nome preciso a ciò che si prova: “sto male” è generico, e distinguere se sotto ci sia rabbia, paura, vergogna o tristezza cambia ciò che serve in quel momento.
  • Tollerare l’emozione abbastanza da non doverla spegnere subito, e da poterla ascoltare per ciò che segnala.
  • Scegliere una risposta invece di reagire in automatico: è lo spazio fra ciò che sento e ciò che faccio, e lì si gioca gran parte del lavoro terapeutico.

Le emozioni, così intese, non sono errori ma informazioni. Il problema raramente è l’emozione in sé: è come abbiamo imparato a rispondere quando arriva.

Quando la difficoltà con le emozioni diventa un problema

Provare emozioni intense non è di per sé un disturbo. Guardo piuttosto a quattro dimensioni, che valutiamo insieme nei primi colloqui.

  • Intensità — la reazione appare sproporzionata rispetto a ciò che l’ha innescata, e chi la vive se ne accorge senza riuscire a modularla.
  • Durata — l’emozione non si esaurisce in poco tempo, ma resta accesa per ore o giorni, alimentata dal ripensare all’episodio.
  • Impatto sul funzionamento — lavoro, sonno, studio o relazioni ne risentono stabilmente, non solo in una settimana difficile.
  • Evitamento — si evitano situazioni, conversazioni o persone pur di non provare quell’emozione. È il segnale più silenzioso: dà sollievo subito, ma a lungo restringe la vita.

Leggere questi punti non dice se ci sia o meno un disturbo: serve un colloquio clinico. Se però ci si riconosce in questa descrizione e la situazione dura da tempo, parlarne ha senso.

Se la difficoltà si accompagna a sintomi fisici recenti suggerisco un controllo con il medico curante: alcune condizioni mediche incidono sul tono dell’umore e sulla reattività emotiva. Come psicologa non prescrivo farmaci; dove indicata, la valutazione spetta al medico.

Rabbia, ansia, tristezza, vergogna, senso di colpa: che cosa segnalano

Rabbia

Segnala di solito un confine superato o un bisogno non rispettato. Le difficoltà stanno ai due estremi: l’esplosione di cui poi ci si pente e la soppressione, che si converte in tensione corporea o risentimento silenzioso.

Ansia

Anticipa una minaccia e prepara il corpo. Diventa faticosa quando l’allarme resta acceso anche senza un pericolo reale; se è il quadro prevalente, ne parlo nella pagina sull’ansia e gli attacchi di panico a Verona.

Tristezza

Accompagna una perdita e chiede tempo: rallenta, ritira le energie verso l’interno, favorisce l’elaborazione. È diversa da un quadro depressivo, dove piacere, energia e senso di valore personale sono compromessi in modo persistente.

Vergogna

Riguarda l’immagine di sé sotto lo sguardo altrui. Il suo messaggio non è “ho fatto qualcosa di sbagliato” ma “io sono sbagliato”: per questo spinge a nascondersi, ed è spesso la più difficile da portare in seduta.

Senso di colpa

Riguarda invece un’azione e orienta alla riparazione: in questo è utile. Pesa quando diventa pervasivo, quando riguarda cose che non dipendevano da noi o quando persiste dopo che si è fatto il possibile.

Come lavoro sulla regolazione emotiva

Nel mio studio a Verona utilizzo un approccio cognitivo-comportamentale integrato: al lavoro sui pensieri affianco strumenti corporei e, quando serve, il trattamento dei ricordi.

  • Riconoscimento e denominazione. Partiamo da episodi reali della settimana: che cosa è successo, che cosa ho notato nel corpo, che cosa ho pensato, che cosa ho fatto. Con il tempo questa mappa può diventare uno strumento da usare in autonomia.
  • Lavoro sui pensieri automatici. Le emozioni intense sono spesso accese da interpretazioni rapide e non verificate — “ce l’ha con me”, “non ne uscirò”. Le esaminiamo insieme, distinguendo i fatti dalle letture che ne diamo.
  • Regolazione corporea e finestra di tolleranza. Quando l’attivazione è alta il ragionamento non basta. Lavoro allora su respiro, postura e sensazioni fisiche per ampliare gradualmente la finestra entro cui è possibile sentire senza esserne travolti, secondo il modello della Psicoterapia Sensomotoria.
  • Pratiche di mindfulness. Esercizi brevi per osservare un’emozione mentre passa, senza combatterla né seguirla: ne parlo nella pagina sulla mindfulness.
  • EMDR, quando le emozioni sono agganciate a ricordi. A volte una reazione sproporzionata nel presente è collegata a esperienze passate non elaborate. In questi casi lavoro con l’EMDR, che agisce sulla carica emotiva di quei ricordi; il tema più ampio è nella pagina sulla psicoterapia del trauma.

Non si usano tutti gli strumenti né nello stesso ordine: lo definiamo insieme nei colloqui.

Le emozioni nella relazione di coppia

Le difficoltà di regolazione si vedono con chiarezza nella coppia, dove le reazioni si innescano a vicenda: chi alza il tono e chi si chiude, chi insegue e chi si allontana. Spesso il problema non è il contenuto della discussione, ma la rapidità con cui entrambi escono dalla propria finestra di tolleranza. Quando la richiesta arriva da entrambi i partner, il lavoro può proseguire in un percorso di terapia di coppia a Verona.

Credenziali e informazioni pratiche

  • Iscrizione all’Albo degli Psicologi della Regione Veneto (n. 13478, Sez. A)
  • Abilitazione all’esercizio della psicoterapia
  • Iscrizione all’Albo FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica)
  • Formazione in EMDR e in Psicoterapia Sensomotoria
  • Approccio cognitivo-comportamentale integrato

Ricevo in Via Giovanni da Verrazzano 3, 37138 Verona (quartiere Navigatori), e online. Il colloquio individuale dura circa 50-60 minuti e ha un costo di 80 €; la seduta di coppia 120 €. Le prestazioni sono esenti IVA e detraibili al 19% con pagamento tracciabile. Per fissare un primo colloquio si può scrivere o telefonare al 371 388 6574, oppure utilizzare la pagina dei contatti.

Domande frequenti

Si può imparare a non provare certe emozioni?

No, e sarebbe controproducente provarci. Le emozioni sono risposte automatiche che segnalano qualcosa: la rabbia un confine superato, l’ansia una minaccia percepita, la tristezza una perdita. Non esiste una tecnica per disattivarle in modo selettivo, e i tentativi di sopprimerle tendono a spostare il disagio nel corpo o nelle relazioni. Ciò su cui si lavora in terapia è la loro intensità, il tempo che impiegano a rientrare e soprattutto ciò che si fa mentre le si prova.

Quanto tempo serve per imparare a regolare le emozioni?

Non esiste una durata prestabilita. Dipende da quanto le difficoltà sono radicate, da che cosa le alimenta e da quanto è possibile sperimentare fra una seduta e l’altra. Il riconoscere e il nominare ciò che si prova sono di solito i primi aspetti su cui si lavora; quando le emozioni sono agganciate a esperienze passate il lavoro è più graduale. Concordiamo gli obiettivi all’inizio e li rivediamo insieme lungo il percorso.

Si tratta di psicoterapia o di coaching emotivo?

Sono cose distinte. Io sono psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Veneto (n. 13478) e abilitata all’esercizio della psicoterapia: il lavoro sulla regolazione emotiva si svolge quindi dentro una cornice clinica, con valutazione iniziale, obiettivi condivisi, segreto professionale e, dove indicato, collaborazione con il medico curante o lo psichiatra. Il coaching si colloca in un ambito diverso, non sanitario. Io sono psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Veneto (n. 13478) e abilitata all’esercizio della psicoterapia: il lavoro sulla regolazione emotiva si svolge dentro una cornice clinica, con valutazione iniziale, obiettivi condivisi, segreto professionale e, dove indicato, collaborazione con il medico curante o lo psichiatra.

Si lavora anche online sulla gestione delle emozioni?

Sì. Le sedute si svolgono nel mio studio di Via Giovanni da Verrazzano 3 a Verona oppure online, tramite collegamento video, previa valutazione dell’adeguatezza al caso specifico. Online si adattano più facilmente il lavoro sui pensieri automatici, il monitoraggio degli episodi e le pratiche di mindfulness; per gli interventi corporei e per l’EMDR valutiamo insieme, caso per caso, se la modalità a distanza sia adatta o se sia preferibile la presenza.

Per un primo colloquio, in studio o online, puoi utilizzare la pagina dei contatti o chiamare il 371 388 6574.

Come psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica a Verona, accompagno persone e coppie in percorsi psicologici e psicoterapeutici dedicati ad affrontare difficoltà emotive e relazionali, superare momenti di crisi e ritrovare equilibrio e serenità interiore.

Dott.ssa Sabina DililloPsicologa a Verona
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Dott.ssa Sabina Dilillo - Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Consulente Sessuale a Verona
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