Burnout e mobbing: psicologa a Verona, come uscirne
Se il lavoro ti ha svuotato, se la domenica sera ti prende l’angoscia, se ti senti isolato, criticato o messo da parte in ufficio e non dormi più, non è debolezza: si chiama burnout, e quando le vessazioni sono sistematiche si chiama mobbing. Entrambi si affrontano, e prima si interviene meno lasciano tracce. Sono la Dott.ssa Sabina Dilillo, psicologa e psicoterapeuta: ricevo nel mio studio a Verona, in Via Giovanni da Verrazzano 3 (quartiere Navigatori), e online. In questa pagina spiego come riconoscerli, cosa fare e come lavoro.
Che cos’è il burnout
L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive il burnout come un fenomeno legato al lavoro, risultato di uno stress cronico non gestito, con tre dimensioni:
- Esaurimento: sentirsi svuotati, senza energie, anche dopo il riposo.
- Distanza mentale dal lavoro: cinismo, distacco, fastidio verso colleghi, pazienti, clienti o studenti.
- Ridotta efficacia: la sensazione di non essere più capaci, di non concludere nulla.
Colpisce soprattutto chi lavora a contatto con le persone (sanità, scuola, sociale, assistenza), ma può riguardare qualsiasi lavoro con carichi alti, poco controllo e poco riconoscimento.
Che cos’è il mobbing
Il mobbing è una persecuzione psicologica sistematica sul luogo di lavoro: isolamento, critiche immotivate, compiti umilianti o svuotati, esclusione dalle riunioni, sabotaggi, controlli ossessivi. Può venire dai superiori o dai colleghi. Non è un conflitto occasionale: è ripetuto nel tempo e mirato. Le conseguenze psicologiche sono serie: ansia, insonnia, umore depresso, perdita di fiducia in sé, sintomi fisici e, nei casi gravi, un quadro post-traumatico.
I segnali del burnout
- Stanchezza cronica che il fine settimana non ripara
- Cinismo, irritabilità, scatti di rabbia o pianto improvvisi
- Difficoltà di concentrazione, errori, calo del rendimento
- Disturbi del sonno e dell’appetito
- Mal di testa, tensioni muscolari, disturbi gastrointestinali senza causa medica
- Senso di inutilità, perdita di significato, desiderio di sparire dal lavoro
Come lavoro su burnout e mobbing a Verona
- Dare un nome a ciò che succede. Distinguere burnout, mobbing, un conflitto o una depressione cambia le mosse successive. Nei primi colloqui ricostruiamo i fatti, i tempi e i sintomi.
- Spegnere l’allarme. Con tecniche di regolazione dello stress, mindfulness e lavoro sul sonno riportiamo il corpo fuori dall’attivazione continua.
- Lavorare sui pensieri. “Non valgo niente”, “è colpa mia”, “non posso permettermi di fermarmi”: con la psicoterapia cognitivo-comportamentale mettiamo alla prova le convinzioni che il burnout e il mobbing installano.
- Elaborare il trauma lavorativo. Quando le vessazioni hanno lasciato un segno profondo, integro la formazione EMDR e la Psicoterapia Sensomotoria (vedi psicoterapia del trauma).
- Decidere. Restare, cambiare, chiedere un trasferimento, agire per vie legali: non decido per te, ma ti aiuto a scegliere con lucidità e non sotto la spinta dell’esaurimento.
Se i sintomi sono intensi, con umore molto basso o pensieri di farti del male, propongo anche una valutazione medica o psichiatrica: la psicoterapia e un eventuale supporto farmacologico possono procedere insieme. Se il burnout è scivolato in una depressione, il percorso è descritto nella pagina psicologa per la depressione a Verona.
Quanto dura e quanto costa
Un colloquio costa 80 €, in studio o online; le prestazioni sono esenti IVA e detraibili al 19% come spese sanitarie. Un percorso per il burnout è spesso di media durata: i sintomi di attivazione migliorano in alcune settimane, il lavoro su convinzioni e scelte richiede in genere alcuni mesi. Nel mobbing la durata dipende anche da quanto la situazione è ancora in corso.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se è burnout?
Se da mesi ti senti esaurito, il lavoro ti sembra insopportabile, hai perso motivazione e ti senti “vuoto” a fine giornata, è probabile. Un colloquio serve a distinguerlo da depressione e ansia, che possono somigliargli.
Il burnout è una malattia?
L’OMS lo classifica come fenomeno occupazionale, non come diagnosi medica in senso stretto. È comunque una condizione che richiede attenzione: trascurato, può evolvere in depressione.
Il mobbing è punibile per legge?
In Italia non esiste una legge specifica sul mobbing, ma le condotte vessatorie sono perseguibili attraverso le norme sulla salute e sicurezza sul lavoro e sul risarcimento del danno. La documentazione psicologica può sostenere un’eventuale azione, che va valutata con un avvocato o il sindacato.
Posso fare il percorso mentre lavoro ancora lì?
Sì, ed è frequente. Parte del lavoro è proprio costruire strategie per proteggersi mentre si decide cosa fare.
Si può fare online?
Sì. Le sedute online hanno la stessa struttura di quelle in studio e per chi lavora su turni sono spesso più praticabili.
Se il lavoro ti sta consumando, prenota un primo colloquio nel mio studio a Verona o online. Prendersi cura di sé non è un lusso, è la condizione per decidere bene.