Disturbi alimentari: psicologa a Verona, come posso aiutarti

Se il cibo è diventato il centro dei tuoi pensieri, se mangi troppo poco, troppo, di nascosto, o se dopo aver mangiato senti il bisogno di “rimediare”, non è una questione di forza di volontà: è un disturbo che si può affrontare, e prima si comincia meglio va. Sono la Dott.ssa Sabina Dilillo, psicologa e psicoterapeuta: nel mio studio a Verona, in Via Giovanni da Verrazzano 3 (quartiere Navigatori), e online, mi occupo della parte psicologica dei disturbi alimentari, lavorando in rete con medico e nutrizionista quando serve. Ricevo persone adulte. Qui trovi come riconoscerli, cosa fare e come lavoro.

Quali sono i disturbi alimentari

  • Anoressia nervosa. Restrizione severa del cibo, paura intensa di ingrassare, percezione distorta del proprio corpo, perdita di peso significativa. Insorge spesso in giovane età, ma non solo.
  • Bulimia nervosa. Abbuffate ricorrenti seguite da comportamenti per “compensare”: vomito, lassativi, digiuno, esercizio eccessivo. Il peso spesso è normale, e questo la rende invisibile a lungo.
  • Disturbo da binge eating. Abbuffate ricorrenti senza compensazione, con perdita di controllo, vergogna e disagio; è il più diffuso negli adulti e riguarda anche molti uomini.
  • Forme atipiche. Ortoressia (ossessione per il cibo “sano”), vigoressia (ossessione per la massa muscolare), restrizioni o abbuffate che non rientrano nei quadri classici ma fanno soffrire allo stesso modo.

I segnali a cui fare attenzione

  • Pensieri sul cibo, sul peso e sul corpo che occupano gran parte della giornata
  • Regole rigide su cosa, quanto e quando mangiare; cibi “proibiti”; conteggi continui
  • Mangiare di nascosto, evitare i pasti in compagnia, sparire dopo mangiato
  • Oscillazioni di peso, stanchezza, freddo, irregolarità del ciclo, problemi digestivi
  • Umore che dipende dalla bilancia; senso di colpa e vergogna dopo i pasti
  • Isolamento, irritabilità, calo del rendimento a scuola o al lavoro

Se ti riconosci, o riconosci una persona cara, in più di uno di questi punti, vale la pena parlarne con un professionista. I disturbi alimentari hanno anche conseguenze fisiche, per questo il percorso psicologico va sempre affiancato da un controllo medico.

Perché il cibo diventa il problema

Il sintomo alimentare non parla di cibo: parla di emozioni che non trovano altra strada. Controllare il corpo quando tutto il resto sembra fuori controllo; riempire un vuoto; punirsi; tenere a bada un’ansia che altrimenti travolge; sentirsi finalmente “bravi” in qualcosa. Dietro ci sono spesso una fatica con le emozioni, un giudizio severo su di sé, esperienze relazionali difficili, a volte un trauma. Lavorare solo sul comportamento, senza toccare ciò che il comportamento sta gestendo, di solito non basta.

Come lavoro sui disturbi alimentari a Verona

  1. Capire cosa comunica il sintomo. Nei primi colloqui ricostruiamo la storia, le regole che ti sei data o dato, le situazioni che scatenano restrizione o abbuffata e ciò che il cibo sta “risolvendo” per te.
  2. Lavorare sulle emozioni. Con la psicoterapia cognitivo-comportamentale impariamo a riconoscere e regolare ansia, rabbia, tristezza e vuoto senza passare dal cibo, e a mettere in discussione le regole rigide e il perfezionismo.
  3. Il corpo. Ricostruire un rapporto meno ostile con il proprio corpo, anche attraverso il lavoro corporeo della Psicoterapia Sensomotoria; quando ci sono esperienze traumatiche, integro la formazione EMDR.
  4. La rete. Quando è necessario, lavoro insieme al medico di base, a un nutrizionista o dietista e, nei casi più severi, allo psichiatra: il peso e la salute fisica vanno monitorati da chi ha la competenza medica. Se il quadro richiede un ricovero o un centro specializzato, lo dico chiaramente e aiuto a orientarsi.
  5. Chi ti sta vicino. Quando lo desideri, coinvolgere il partner o un familiare in alcuni incontri aiuta a togliere il cibo dal centro del conflitto.

Quanto dura e quanto costa

Un colloquio costa 80 €, in studio o online; le prestazioni sono esenti IVA e detraibili al 19% come spese sanitarie. I percorsi per i disturbi alimentari richiedono tempo: si lavora di norma per diversi mesi, con sedute settimanali all’inizio, e la durata dipende dalla gravità, da quanto il disturbo è presente da tempo e dal sostegno intorno alla persona. Gli obiettivi si definiscono insieme e si rivedono periodicamente.

Domande frequenti

I disturbi alimentari riguardano solo le donne?

No. Sono più frequenti nelle donne, ma colpiscono anche gli uomini, soprattutto nella forma del binge eating e della vigoressia, e negli uomini vengono riconosciuti più tardi.

Da un disturbo alimentare si esce?

Sì: con un percorso adeguato e un intervento precoce la maggior parte delle persone recupera un rapporto sereno con il cibo e con il corpo. I tempi variano e si valutano caso per caso.

Serve anche il nutrizionista o il medico?

Spesso sì. La psicoterapia lavora sulle cause; medico e nutrizionista si occupano di salute fisica e alimentazione. Quando serve, costruiamo insieme questa rete.

Il mio partner o un familiare adulto ha un disturbo alimentare e non vuole chiedere aiuto: cosa posso fare?

Puoi iniziare tu con un colloquio di orientamento: capire come parlarne, cosa evitare e a quali servizi rivolgersi è già un passo utile. Il percorso di chi ha il disturbo, però, deve partire da una sua richiesta.

Il percorso si può fare online?

Sì, per la parte psicologica. I controlli medici restano in presenza.

Se il rapporto con il cibo ti fa soffrire, prenota un primo colloquio nel mio studio a Verona o online. Non devi affrontarlo da sola o da solo.

Come psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica a Verona, accompagno persone e coppie in percorsi psicologici e psicoterapeutici dedicati ad affrontare difficoltà emotive e relazionali, superare momenti di crisi e ritrovare equilibrio e serenità interiore.

Dott.ssa Sabina DililloPsicologa a Verona
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Dott.ssa Sabina Dilillo - Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Consulente Sessuale a Verona
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