Psicologa per l’ansia a Verona
Ansia a Verona: come posso aiutarti
L’ansia è una risposta naturale del nostro organismo allo stress, ma quando diventa eccessiva, persistente e sproporzionata rispetto alla situazione reale, può trasformarsi in un disturbo d’ansia che compromette la qualità della vita. Nel mio studio a Verona accompagno le persone in un percorso di psicoterapia mirato a comprendere le cause dell’ansia e a sviluppare strategie efficaci per gestirla.
I Disturbi d’Ansia più Comuni
Disturbo d’Ansia Generalizzato (GAD)
Una preoccupazione costante e pervasiva che riguarda diversi ambiti della vita — lavoro, salute, relazioni, futuro — accompagnata da tensione muscolare, irritabilità, difficoltà di concentrazione e disturbi del sonno.
Attacchi di Panico
Episodi improvvisi e intensi di paura travolgente, con sintomi fisici come tachicardia, difficoltà respiratorie, vertigini, sudorazione, senso di svenimento e paura di morire o impazzire. Un singolo attacco può innescare la “paura della paura”, creando un circolo vizioso.
Se il problema principale sono gli attacchi, ho scritto una pagina dedicata: attacchi di panico a Verona, cosa fare e come uscirne.
Fobia Sociale
Paura intensa e persistente di situazioni sociali in cui si teme il giudizio degli altri: parlare in pubblico, mangiare davanti ad altri, interagire con estranei.
Fobie Specifiche
Paura irrazionale e intensa di oggetti o situazioni particolari: claustrofobia, aracnofobia, paura di volare, paura degli aghi.
Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)
Pensieri intrusivi ricorrenti (ossessioni) che generano ansia e comportamenti ripetitivi (compulsioni) messi in atto per ridurre il disagio.
I disturbi d’ansia: non è tutto uguale
Si parla di disturbi d’ansia al plurale perché sotto la stessa parola stanno quadri diversi: l’ansia generalizzata, in cui la preoccupazione è costante e si sposta da un argomento all’altro; il disturbo di panico, con attacchi improvvisi e la paura che tornino; l’ansia sociale, legata al giudizio degli altri; le fobie specifiche; l’ansia che compare dopo un evento difficile.
La distinzione conta perché cambia il lavoro: l’esposizione graduale è centrale in alcune forme, il lavoro sul rimuginio in altre, l’EMDR quando l’ansia è agganciata a un’esperienza precisa. Il primo colloquio serve anche a questo: capire di quale ansia stiamo parlando.
Ansia e depressione possono inoltre presentarsi insieme: in questi casi la valutazione iniziale tiene conto di entrambe le dimensioni.
Sintomi dell’Ansia
L’ansia si manifesta su più livelli:
- Fisici: tachicardia, respiro corto, tensione muscolare, nausea, tremori, sudorazione, vertigini
- Cognitivi: pensieri catastrofici, difficoltà di concentrazione, mente “in loop”, sensazione di perdere il controllo
- Emotivi: irritabilità, senso di impotenza, paura costante, difficoltà a rilassarsi
- Comportamentali: evitamento di situazioni temute, rituali di controllo, difficoltà nel prendere decisioni
Su questi aspetti emotivi può essere utile anche un lavoro mirato sulla gestione delle emozioni.
Come Lavoro con l’Ansia
Nel mio studio a Verona utilizzo un approccio integrato che combina:
- Psicoterapia relazionale — per comprendere le radici profonde dell’ansia e i pattern relazionali che la mantengono
- Tecniche di Mindfulness — per imparare a osservare i pensieri ansiosi senza esserne travolti (scopri la Mindfulness →)
- EMDR — quando l’ansia è legata a esperienze traumatiche (psicoterapia del trauma →)
- Lavoro corporeo (Sensorimotor) — per sciogliere le tensioni fisiche associate all’ansia
Come si manifesta l’ansia nella vita di tutti i giorni
Nella pratica clinica l’ansia raramente si presenta con il suo nome. Arriva come un nodo allo stomaco la domenica sera pensando alla settimana che inizia, come un cuore che accelera in coda alla cassa senza un motivo apparente, o come una stanchezza che il riposo non scioglie.
Sul piano dei pensieri prende spesso la forma del rimuginio: rileggere dieci volte un messaggio prima di inviarlo, ripassare mentalmente una conversazione chiedendosi di aver detto qualcosa di sbagliato, svegliarsi alle tre di notte con la mente che corre.
Poi c’è l’evitamento, il segnale più silenzioso: rimandare da giorni una telefonata, scegliere strade più lunghe pur di non prendere la tangenziale, declinare inviti che un tempo avrebbero fatto piacere. Sono piccole rinunce che, sommate, restringono la vita. Riconoscerle è spesso il primo passo del lavoro che facciamo insieme.
Dentro la seduta: come lavoriamo in pratica
Il mio approccio cognitivo-comportamentale integrato si traduce in strumenti concreti. Partiamo da situazioni reali della settimana: individuiamo insieme i pensieri automatici che accendono l’ansia — “andrà male”, “non ce la farò” — e impariamo a esaminarli, distinguendo il pericolo immaginato dai fatti.
A questo affianco brevi esercizi di mindfulness: pratiche semplici per osservare le sensazioni ansiose senza combatterle né esserne trascinati, che possono poi essere utilizzate in autonomia nella vita quotidiana.
Quando l’ansia porta a evitare situazioni, procediamo con un’esposizione graduale: passi piccoli, concordati insieme e mai forzati, per riavvicinarsi con i propri tempi a ciò che si è iniziato a evitare. Tra una seduta e l’altra propongo spesso semplici esercizi da sperimentare, perché gran parte del lavoro avviene fuori dallo studio.
Attacchi di panico: perché “calmarsi” non basta
Chi ha avuto un attacco di panico sa che “calmarsi” non è una scelta: il corpo ha già dato l’allarme. Per questo il lavoro non è imparare a rilassarsi ma interrompere il circuito che trasforma una sensazione fisica in un attacco e riprendersi le situazioni evitate. Cosa fare durante un attacco, gli attacchi notturni e come si svolge il percorso sono spiegati nella pagina attacchi di panico a Verona.
Domande Frequenti
Quando l’ansia è “normale” e quando è un disturbo?
L’ansia diventa un disturbo quando è persistente (presente per la maggior parte dei giorni), sproporzionata rispetto alla situazione, e interferisce con la vita quotidiana — lavoro, relazioni, sonno, benessere.
Ansia e attacchi di panico sono la stessa cosa?
No. L’ansia è uno stato che può durare ore o giorni; l’attacco di panico è un’ondata improvvisa che raggiunge il picco in pochi minuti e si esaurisce da sola. Spesso convivono: chi ha attacchi di panico sviluppa ansia anticipatoria per il prossimo. Il percorso per gli attacchi è descritto nella pagina dedicata.
Quanto dura un percorso per l’ansia?
La durata di un percorso per l’ansia dipende dalla situazione, dagli obiettivi concordati e dalla risposta della persona al lavoro terapeutico: la valutiamo insieme e la rivediamo periodicamente.
Serve un farmaco per l’ansia?
Non sempre. Molti percorsi per l’ansia si svolgono senza farmaci; in alcune situazioni un supporto farmacologico può essere utile, ma la valutazione e la prescrizione spettano esclusivamente al medico curante o allo psichiatra: come psicologa non prescrivo farmaci. Psicoterapia e trattamento farmacologico possono comunque procedere in parallelo, in collaborazione tra professionisti.
Come si svolge il primo colloquio per l’ansia?
Il primo colloquio dura circa 50-60 minuti, nel mio studio in Via Giovanni da Verrazzano 3 a Verona (quartiere Navigatori) oppure online. Ascolto come si manifesta l’ansia, in quali situazioni compare e da quanto tempo. Alla fine condividiamo una prima lettura di ciò che accade e concordiamo insieme obiettivi e modalità del percorso. Il costo è di 80 euro, detraibili al 19%.
Se l’ansia sta limitando la tua vita, prenota un colloquio nel mio studio a Verona. Insieme possiamo capire cosa sta succedendo e trovare un percorso adatto a te.
L’intervento clinico richiede un approccio personalizzato e scientificamente fondato. Nel contesto di un percorso strutturato di psicoterapia a Verona, l’obiettivo centrale è fornire alla persona o alla coppia uno spazio clinico dedicato all’ascolto, per comprendere a fondo la propria unicità e sviluppare strategie funzionali di gestione e flessibilità nel “qui e ora”.
L’ansia si affronta con un percorso strutturato: nella pagina psicologa a Verona descrivo come si svolge una prima consulenza e il mio approccio clinico.
Approfondimento: ansia e attacchi di panico, cosa sono e quando chiedere aiuto