Trauma Psicologico: Psicoterapia a Verona

Psicoterapia del Trauma a Verona

Il trauma psicologico è una ferita emotiva profonda che si verifica quando un evento — o una serie di eventi — supera la capacità della mente di elaborare ciò che sta accadendo. Nel mio studio a Verona utilizzo un approccio integrato con EMDR e Terapia Sensorimotor per aiutare chi soffre di disturbo post-traumatico (PTSD), traumi relazionali, abusi e altre esperienze traumatiche a ritrovare sicurezza e benessere.

Cos’è il Trauma Psicologico

Il trauma non riguarda solo eventi estremi come incidenti o catastrofi. Esistono diverse forme di trauma:

  • Trauma singolo (Tipo I) — un evento improvviso e isolato: incidente, aggressione, lutto improvviso
  • Trauma complesso (Tipo II) — esperienze ripetute nel tempo: abuso sessuale, violenza domestica, trascuratezza infantile
  • Trauma relazionale — ferite emotive causate da relazioni significative: attaccamento insicuro, tradimento, abbandono
  • Trauma vicario — esposizione indiretta al dolore altrui, frequente in operatori sanitari e caregiver

Quando il trauma non viene elaborato, il corpo e la mente continuano a “rivivere” l’esperienza attraverso flashback, ipervigilanza, evitamento e difficoltà relazionali.

Sintomi del Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD)

  • Flashback, incubi ricorrenti e ricordi intrusivi
  • Ipervigilanza e reazioni di allarme esagerate
  • Evitamento di luoghi, persone o situazioni che ricordano l’evento
  • Difficoltà di concentrazione e memoria
  • Senso di distacco emotivo, intorpidimento
  • Disturbi del sonno, irritabilità, scoppi d’ira
  • Somatizzazioni: dolori cronici, tensione muscolare, problemi gastrointestinali

Come Lavoro con il Trauma nel Mio Studio a Verona

Il mio approccio integra tre metodologie cliniche validate dalla ricerca scientifica internazionale:

EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)

L’EMDR è una psicoterapia riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il trattamento del PTSD. Attraverso la stimolazione bilaterale, l’EMDR facilita la rielaborazione dei ricordi traumatici, riducendo la carica emotiva associata e permettendo al cervello di “archiviare” l’esperienza in modo adattivo. Scopri di più sull’EMDR →

Terapia Sensorimotor

Il trauma si inscrive nel corpo. La Terapia Sensorimotor lavora sulle risposte somatiche rimaste “bloccate” — tensioni muscolari, posture difensive, schemi di attivazione — integrando corpo e mente nel processo di guarigione. Approfondisci la Terapia Sensorimotor →

Psicoterapia Relazionale

La relazione terapeutica stessa diventa uno spazio sicuro in cui sperimentare nuovi schemi relazionali, ricostruire la fiducia e recuperare il senso di sé compromesso dal trauma.

Quando Chiedere Aiuto

Molte persone convivono con le conseguenze del trauma per anni senza rendersene conto. È il momento di chiedere aiuto quando:

  • I ricordi dell’evento tornano in modo incontrollabile
  • Provi un senso costante di pericolo anche quando sei al sicuro
  • Le relazioni intime ti risultano difficili o spaventose
  • Ti senti emotivamente “spento/a” o disconnesso/a
  • Usi alcol, cibo o altre sostanze per gestire il dolore
  • Il tuo corpo “parla” attraverso sintomi fisici senza causa medica

Traumi con la «T» maiuscola e traumi con la «t» minuscola

In psicotraumatologia si distingue tra traumi con la «T» maiuscola — eventi che minacciano la vita o l’integrità fisica, come un incidente, un’aggressione, un lutto improvviso — e traumi con la «t» minuscola: esperienze che, prese una per una, possono sembrare piccole, ma che ripetute nel tempo lasciano segni profondi.

Critiche costanti nell’infanzia, umiliazioni ricorrenti, il sentirsi invisibili in famiglia, un clima di tensione respirato per anni: sono ferite relazionali che raramente vengono riconosciute come traumi, eppure incidono sul modo in cui una persona si percepisce e sta in relazione con gli altri.

Nel mio lavoro do lo stesso peso a entrambe le forme. Non è la gravità oggettiva dell’evento a definire il trauma, ma l’impatto che quell’esperienza ha avuto su quella persona, in quel momento della sua vita.

Il trauma vive nel corpo: la finestra di tolleranza

Chi ha vissuto un trauma spesso lo descrive così: «con la testa so che è passato, ma il corpo reagisce come se stesse accadendo ancora». Il trauma, infatti, non è solo un ricordo: è uno stato di attivazione che resta inscritto nel sistema nervoso.

In seduta utilizzo il concetto di finestra di tolleranza: la zona in cui riusciamo a sentire le emozioni senza esserne travolti. Dopo un trauma questa finestra si restringe, e si oscilla tra iperattivazione — ansia, allarme, tensione — e ipoattivazione: spegnimento, distacco, stanchezza.

Per questo la Psicoterapia Sensomotoria lavora «dal basso verso l’alto» (bottom-up): parte dalle sensazioni corporee, dalla postura, dal respiro, per aiutare il sistema nervoso a ritrovare gradualmente una regolazione. Prima lavoriamo per ampliare la finestra di tolleranza; solo quando la persona è pronta ci avviciniamo ai ricordi.

Questo lavoro di regolazione rientra nel tema più ampio della gestione delle emozioni, che dopo un’esperienza traumatica risulta spesso compromessa.

Come si svolge una seduta EMDR

Molte persone arrivano con il timore che l’EMDR significhi rivivere il trauma nei dettagli. Non è così. Nella pratica, dopo una fase di preparazione in cui costruiamo insieme risorse di stabilizzazione, individuiamo il ricordo su cui lavorare, con l’immagine, il pensiero e le sensazioni corporee che lo accompagnano.

A quel punto introduco la stimolazione bilaterale: seguire con gli occhi il movimento delle mie dita, oppure lievi tocchi alternati sulle mani (tapping). Tra una serie e l’altra chiedo semplicemente cosa la persona nota — un’immagine, un’emozione, una sensazione fisica — senza bisogno di descrivere tutto ad alta voce.

L’obiettivo è che, seduta dopo seduta, il ricordo perda la sua carica emotiva: che resti parte della propria storia, senza più irrompere nel presente. Il ritmo lo decide sempre la persona: possiamo fermarci, rallentare o tornare alle risorse di stabilizzazione in qualsiasi momento.

Terapia per l’elaborazione dei traumi emotivi a Verona

Quando si cerca una terapia per l’elaborazione dei traumi emotivi si sta cercando, in sostanza, un modo per far sì che un’esperienza smetta di tornare come se stesse ancora accadendo. Non si tratta di dimenticare né di ridimensionare quello che è successo: elaborare significa che il ricordo trova finalmente una collocazione nel passato, e smette di governare il presente.

Nel mio studio a Verona questo lavoro si appoggia su due strumenti principali: l’EMDR, che agisce direttamente sulla rielaborazione dei ricordi, e la Psicoterapia Sensomotoria, che parte da ciò che il corpo continua a trattenere. Quando la perdita di una persona è il nodo centrale, il percorso prende la forma dell’elaborazione del lutto.

Domande Frequenti

Il trauma si può superare?

Sì. Con un percorso di psicoterapia adeguato, è possibile elaborare il trauma e ritrovare un equilibrio psicologico stabile. L’EMDR e la Terapia Sensorimotor hanno tassi di efficacia elevati, documentati da decenni di ricerca scientifica.

Quanto dura il trattamento?

Dipende dalla natura del trauma. La durata dipende dalla natura del trauma e dalla risposta della persona al lavoro terapeutico: la definiamo insieme e la rivalutiamo lungo il percorso. Un trauma complesso o relazionale può richiedere un percorso più lungo e graduale. Ogni piano terapeutico è personalizzato.

Come si svolge la prima seduta?

La prima seduta è un colloquio conoscitivo in cui esploriamo insieme la tua storia, i tuoi sintomi e i tuoi obiettivi. Non c’è nessun obbligo di raccontare subito l’evento traumatico — lavoriamo al tuo ritmo, in un ambiente sicuro e protetto.

L’EMDR è riconosciuto scientificamente?

Sì. Nel 2013 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inserito l’EMDR, insieme alla terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma, tra i trattamenti raccomandati per il disturbo post-traumatico da stress. L’EMDR è inoltre oggetto di ricerca scientifica dalla fine degli anni Ottanta. Nel mio studio lo integro con la Psicoterapia Sensomotoria, all’interno di un approccio cognitivo-comportamentale integrato.

Devo raccontare tutto il mio trauma?

No. L’EMDR non richiede di descrivere l’evento nei dettagli: è sufficiente individuare il ricordo e notare ciò che emerge durante la stimolazione bilaterale. È sempre la persona a decidere cosa condividere e quando. Lavoriamo prima sulla stabilizzazione e ci avviciniamo ai ricordi in modo graduale, rispettando i tempi di ciascuno.

Se senti che un’esperienza passata continua a condizionare la tua vita, prenota un colloquio nel mio studio a Verona. Il primo passo è il più importante.

L’intervento clinico richiede un approccio personalizzato e scientificamente fondato. Nel contesto di un percorso strutturato di psicoterapia a Verona, l’obiettivo centrale è fornire alla persona o alla coppia uno spazio clinico dedicato all’ascolto, per comprendere a fondo la propria unicità e sviluppare strategie funzionali di gestione e flessibilità nel “qui e ora”.

Il quadro completo del mio approccio clinico è descritto nelle pagine psicologa a Verona e psicoterapeuta a Verona.

Come psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica a Verona, accompagno persone e coppie in percorsi psicologici e psicoterapeutici dedicati ad affrontare difficoltà emotive e relazionali, superare momenti di crisi e ritrovare equilibrio e serenità interiore.

Dott.ssa Sabina DililloPsicologa a Verona
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Dott.ssa Sabina Dilillo - Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Consulente Sessuale a Verona
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