Quando andare dal sessuologo

Rivolgersi a un sessuologo è indicato quando una difficoltà sessuale — calo del desiderio, dolore nei rapporti, problemi di erezione, di eiaculazione o di orgasmo — persiste da alcuni mesi e genera sofferenza personale o tensione nella coppia. Il sessuologo clinico è uno psicologo o un medico con una formazione specifica in sessuologia; si può iniziare da soli o in coppia, in studio oppure online.

I segnali che è il momento di parlarne

Molte persone attraversano, prima o poi, un periodo di difficoltà sessuale: stanchezza, una malattia o un momento di stress possono bastare, e spesso tutto si risolve da sé.

Il quadro cambia quando la difficoltà persiste da alcuni mesi e comincia a generare sofferenza. Nel mio lavoro considero soprattutto tre segnali:

  • Persistenza: il problema non dipende da un singolo episodio, ma si ripresenta nella maggior parte delle occasioni;
  • Sofferenza soggettiva: pensieri ricorrenti, vergogna, paura di «fallire» durante i rapporti;
  • Ricadute sulla coppia: evitamento dell’intimità, tensioni o silenzi che ruotano attorno alla sessualità.

Non serve che la situazione sia «grave» per chiedere una consulenza: se un aspetto della propria vita sessuale genera disagio, è già un motivo sufficiente.

Cosa non serve aspettare

Molte persone arrivano in studio dopo anni di attesa, trattenute da due convinzioni molto diffuse.

«Passa da solo.» Le difficoltà transitorie esistono davvero. Quando però un problema si ripete, spesso innesca un circolo di ansia e controllo: si arriva al rapporto osservando se stessi invece di viverlo, ed è proprio questa attenzione a mantenere la difficoltà. In questi casi, il tempo da solo può non bastare.

«È normale soffrire, capita a tutti.» Le difficoltà sessuali sono effettivamente comuni; non per questo la sofferenza va accettata come inevitabile. La sessualità è una componente della salute, e come tale è legittimo prendersene cura chiedendo aiuto.

Non serve nemmeno avere già chiaro «qual è il problema»: dare un nome a ciò che accade è parte del lavoro che facciamo insieme.

Cosa fa concretamente il sessuologo clinico

In Italia non esiste una laurea in sessuologia: chi esercita come sessuologo clinico è uno psicologo o psicoterapeuta iscritto all’Albo, oppure un medico, con una formazione specifica conseguita dopo la laurea. Io sono psicologa e psicoterapeuta, iscritta alla FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica).

Il lavoro si svolge attraverso colloqui: ricostruiamo la storia della difficoltà, chiariamo come funziona la risposta sessuale, lavoriamo sui pensieri e sulle paure che la mantengono e, quando è utile e concordato, introduciamo esercizi graduali da svolgere a casa. Il mio metodo è descritto nella pagina di sessuologia clinica.

Se dal colloquio emerge la possibilità di una causa organica od ormonale, indirizzo verso una valutazione medica — medico curante, andrologo o ginecologo — che può procedere in parallelo. Come psicologa non prescrivo farmaci.

Da soli o in coppia?

Entrambe le strade sono possibili. Molte persone iniziano da sole, anche quando la difficoltà si manifesta dentro una relazione: a volte serve prima uno spazio per capire cosa sta accadendo dal proprio punto di vista.

Altre volte ha senso lavorare in coppia fin dall’inizio, soprattutto quando la difficoltà riguarda il desiderio reciproco, la comunicazione o una distanza cresciuta nel tempo. Non esiste una formula unica: la scelta si valuta nel primo colloquio e può cambiare nel tempo, con l’accordo di entrambi.

Il primo colloquio sessuologico

Il primo incontro è una conversazione, non una visita: non ci sono esami né valutazioni fisiche. Faccio alcune domande su quando è comparsa la difficoltà, in quali situazioni si presenta, sulla salute generale e, se c’è, sulla relazione di coppia.

Non c’è alcun obbligo di raccontare tutto subito: ognuno decide cosa condividere e con quali tempi. Al termine condividiamo una prima lettura e decidiamo insieme se e come proseguire; la durata di un eventuale percorso dipende dalla persona e dagli obiettivi concordati.

Il colloquio dura circa 50-60 minuti, in studio o online (80 € individuale, 120 € di coppia, detraibili al 19%). Come funziona una consulenza sessuologica è descritto anche nella pagina dedicata.

Domande frequenti

Il sessuologo è un medico?

Non necessariamente. In Italia il sessuologo clinico è uno psicologo o psicoterapeuta iscritto all’Albo, oppure un medico, con una formazione specifica in sessuologia. Io sono psicologa e psicoterapeuta, iscritta alla FISS. Non prescrivo farmaci: per la valutazione medica collaboro con medico curante, andrologo o ginecologo.

È imbarazzante parlare di sessualità con un professionista?

Un po’ di imbarazzo nei primi incontri è normale. Il colloquio viene però condotto come qualsiasi altro colloquio clinico, con un linguaggio semplice e rispettoso, e non è mai richiesto di entrare nei dettagli prima di sentirsi pronti. Se l’imbarazzo è forte, se ne può parlare apertamente durante il colloquio: anche questo fa parte del lavoro.

Serve il consenso del partner per andare dal sessuologo?

No. È possibile iniziare un percorso individuale in autonomia, anche quando la difficoltà riguarda la vita di coppia. Il coinvolgimento del partner non è mai obbligatorio: se ne valuta insieme l’utilità e avviene solo se entrambi sono d’accordo. Ciò che emerge nei colloqui individuali resta coperto dal segreto professionale.

Per un primo colloquio, in studio o online, puoi utilizzare la pagina dei contatti o chiamare il 371 388 6574.

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Dott.ssa Sabina Dilillo - Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa, Consulente Sessuale a Verona
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